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Archive for gennaio 2012

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31

Servono più investimenti per la ricerca sulle staminali, un settore dinamico e in crescita

 

Stando ai risultati di un’analisi di Frost & Sullivan, dal titolo ‘Strategic Analysis of the European Stem Cell Research Tools Market’, la ricerca sulle cellule staminali è molto dinamica e in crescita, tanto da richiedere un adattamento del mercato degli strumenti, che devono essere più innovativi e in grado di accelerare i risultati delle ricerche. Frost & Sullivan è una società globale di consulenza per lo sviluppo economico di impresa, che da circa 40 anni si occupa di individuare   strategie innovative. Secondo Divyaa Ravishankar, analista di Frost & Sullivan,  le aziende in grado di fornire strumenti per la ricerca sulle staminali aumenteranno di pari passo con i progressi scientifici, finchè  domanda e offerta  non raggiungeranno presto un livello di equilibrio. A sostenere il futuro del mercato è anche la maggiore collaborazione tra industria e università e il cambiamento delle normative vigenti sulle cellule staminali, che  permettono l’utilizzo di determinate linee cellulari (in Francia, ad esempio, si stanno aggiornando le normative su approvvigionamento e utilizzo delle cellule staminali). Servono però maggiori investimenti ed è necessario progettare e sviluppare piattaforme tecnologiche specifiche per migliorare la produzione, la stabilità genetica e   il trapianto delle staminali.

Categories : Dal mondo delle staminali
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23

Più garanzie sui campioni bancati, SmartBank adotta Apgar

 

I requisiti fondamentali richiesti al sangue prelevato dal cordone ombelicale sono la qualità e la quantità delle cellule staminali ematopoietiche presenti (più che il volume totale del campione), indispensabili per assicurare il successo di un  successivo eventuale trapianto.
SmartBank ha ritenuto da sempre fondamentale assicurare alle future mamme il miglior sangue bancato, perseguendo i due parametri fondamentali più accreditati come indice predittivo della bontà del campione.
Tanto che per ottimizzare la selezione del sangue cordonale ai fini del trapianto è l’unica banca a comunicare in modo trasparente i risultati del campione, sia in termini quantitativi (cellule leucocitarie e cellule ematopoietiche CD34+), sia qualitativi, vale a dire il  grado di vitalità cellulare,  adottando criteri elevati di selezione dei campioni, per conformarsi agli attuali parametri minimi richiesti per un trapianto onco-ematologico.
Pertanto, quando il campione è al di sotto dei parametri minimi (indicati anche contrattualmente),  i genitori possono esercitare il “recesso” e interrompere la conservazione.
Purtroppo tale comportamento non è seguito da alcune banche  private che, a fronte di prezzi molto inferiori, assicurano la conservazione di un maggiore volume di sangue attraverso modalità  “spacciate” come  metodiche per ottenere campioni più ricchi, ma in realtà non adeguate a selezionare in modo ottimale le cellule staminali.
C’è quindi l’esigenza di una maggiore garanzia.
In un recente articolo, appena comparso sulla rivista  scientifica Transfusion e firmato anche dalla dottoressa Joanne Kurtzberg, viene descritto il nuovo punteggio Apgar (CBA) per la selezione di campioni cordonali ai fini trapiantologici, efficace  quindi per valutare la qualità del sangue prelevato e soprattutto con un altro valore predittivo per quanto riguarda il rigetto.
Secondo gli autori, il “Cord Blood Apgar” è fortemente predittivo delle potenzialità di rigetto dopo il trapianto dell’unità cordonale e più utile rispetto ad altri criteri tradizionali usati finora per ottimizzare le unità di sangue cordonale donate per il trapianto. Tanto che SmartBank, si sta già adeguando a questo criterio di selezione, che dovrebbe essere adottato in realtà da tutte le banche private serie.

 

Categories : Notizie da SmartBank
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23

Con le staminali cordonali nuova metodica contro il diabete di tipo I

 

A metterla a punto sono stati i ricercatori dell’Università dell’Illinois, che hanno pubblicato i risultati della loro sperimentazione, condotta su 15 persone, sulla rivista scientifica BMC Medicine : la nuova procedura che potrebbe ridurre la necessità di assunzione di insulina in pazienti con diabete di tipo 1, caratterizzata da una reazione autoimmune nei confronti delle cellule beta del pancreas deputate alla produzione del prezioso ormone. Consiste nell’utilizzare le cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale capaci di addestrare i linfociti T dei pazienti a non aggredire le cellule pancreatiche.
Ma in cosa consiste in pratica la metodica? Il sangue del paziente viene prelevato e inserito in un sistema chiuso che separa i linfociti dalle altre componenti cellulari. I linfociti vengono poi messi a contatto con le cellule CB-SCs (cellule staminali umane multipotenti prelevate dal sangue del cordone ombelicale) e reinfusi nel paziente. A questo punto i linfociti T regolatori e i T che “attaccano” le cellule beta del pancreas vengono “rieducati” a controllare la risposta immune per non alterare più l’autoimmunità alla base del diabete di tipo 1. Dopo la reinfusione dei linfociti T sono stati misurati i livelli di emoglobina glicata e del peptide C a 4, 12, 24 e 40 settimane. Dopo 12 settimane dalla reinfusione dei linfociti T “rieducati”, la dose media giornaliera di insulina è stata ridotta del 38% e si sono normalizzate altre alterazioni tipiche della malattia, senza gli eventi avversi associati alla terapia.

Categories : Le applicazioni cliniche
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16

Allerta per le terapie con staminali senza evidenze scientifiche. Cina in prima linea.

 

Per il  governo cinese  devono essere interrotte e  vietate le cure  e le sperimentazioni con cellule staminali non approvate scientificamente  e,  per il  ministro della Salute cinese,  fino a luglio non saranno prese in considerazione nuove richieste per programmi che utilizzano queste preziose cellule.
Il bando  arriva proprio nel momento in cui il paese ha avviato un programma annuale per regolamentare  il settore, data la crescente offerta  da parte di  ospedali e  specialisti di terapie per  malattie come il cancro, l’Alzheimer o lesioni alla colonna vertebrale.
Allerta anche per  i pazienti che si rivolgono a cliniche e ospedali in Messico, India, Turchia, Russia dove si propongono terapie non sperimentate prima clinicamente.
Anche la Food and Drug Administration americana ha emesso di recente  un “warning” su trattamenti con staminali non dimostrati.

Categories : Dal mondo delle staminali
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16

Riserva di cellule staminali negli occhi

 

Isolata nella retina una riserva di cellule staminali neurali che danno origine alle cellule nervose:  i risultati, che si devono al  team di Sally Temple del Neural Stem Cell Institute di Rensselaer di New York,  sono stati pubblicati sulla rivista Cell Stem Cell. Le staminali neurali multipotenti si trovano nell’epitelio pigmentato retinico, uno strato di cellule deputato al mantenimento, al trofismo e alla protezione della retina. Queste staminali sono presenti nell’occhio a qualunque età e sono facilmente reperibili  e estraibili. Le loro potenzialità rigenerative (per la terapia delle malattie oculari, come la maculopatia)  dovranno però essere chiarite maggiormente da ulteriori  studi.

Categories : La ricerca scientifica
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6

Il vero problema è lo spreco di cordoni, la denuncia di Assobiotec.

 

In Italia viene conservato solo un terzo dei cordoni ombelicali, mentre il 95% dei nuovi campioni viene buttato,  spesso per problemi logistici.
A denunciarlo è Assobiotec, l’associazione delle imprese che sviluppano biotecnologie, nella sua newsletter,  in cui si dice che “il servizio pubblico italiano deve rendersi conto che il problema da risolvere non gravita attorno alle banche private,  ma all’enorme spreco di cordoni”.
Per soddisfare le esigenze di compatibilità della popolazione italiana si  dovrebbero raccogliere almeno 60mila unità,  mentre ad oggi sono state bancate solo 20mila unità (circa 10 mila i cordoni ombelicali italiani conservati invece  nelle biobanche private estere).
Secondo alcune  statistiche europee sui  trapianti di staminali da cordone ombelicale, su 585 interventi effettuati nel solo 2009 in Europa, ben 42 riguardano lo stesso ambiente famigliare del donatore, a cui vanno aggiunti altri 15 trapianti autologhi.
Stando a questi dati,  secondo Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, è perciò inaccettabile impedire ai genitori con l’attuale situazione normativa la conservazione autologa del cordone a scopo precauzionale, costringendo le famiglie a conservare all’estero i cordoni.
Secondo Assobiotec, “il sistema pubblico ha dimostrato fino ad oggi scarsissima capacità di convivere e collaborare con quello privato, a differenza di altri paesi che vogliono investire nella medicina rigenerativa”.

Categories : Dal mondo delle staminali
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Approvata la prima terapia con staminali ematopoietiche del cordone ombelicale

 

Si chiama Hemacord ed è un prodotto approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) (l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei farmaci),  a base di sangue del cordone ombelicale,  utilizzabile nei trapianti di cellule staminali ematopoietiche in pazienti affetti da malattie del sangue,  come alcuni tumori ematologici e patologie metaboliche ereditarie e del sistema immunitario. Il prodotto, di cui si descrivono le caratteristiche in un articolo comparso sulla rivista scientifica Jama, firmato da Rebecca Voelker, contiene   cellule progenitrici ematopoietiche  ottenute dal sangue cordonale umano che, come è noto, rappresenta una delle fonti di staminali ematopoietiche insieme a midollo osseo e  sangue periferico. Una volta infuse nei pazienti, queste cellule si dirigono nel midollo osseo, dove si dividono e maturano, entrando poi nel torrente circolatorio e  ripristinando tutto o in parte il numero e le funzioni delle cellule del sangue. Nella scheda di prodotto è contenuto però il cosiddetto ‘boxed warning’ riguardo al rischio di graft-versus-host disease (GVHD) e altre reazioni avverse,  che richiedono il monitoraggio continuo e attento dei pazienti trapiantati. Tanto che l’Fda raccomanda di effettuare sempre una valutazione del rapporto rischio-beneficio.

 

Categories : Le applicazioni cliniche
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