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Archive for febbraio 2012

feb
27

Cellule staminali cardiache per curare i danni dell’infarto

 

Aumentano le conferme sull’efficacia delle staminali cardiache nella cura dell’infarto: arrivano da uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, denominato CADUCEUS (CArdiosphere-Derived aUtologous stem Cells to Reverse ventricUlar dySfunction), condotto al Cedars-Sinai Heart Institute di Los Angeles da Eduardo Marban  su 25 pazienti, 17 dei quali sottoposti all’infusione di proprie cellule staminali cardiache. L’iniezione di cellule cardiache (ottenute dalle staminali di ciascun paziente) ha ridotto nella sperimentazione la cicatrice provocata dall’evento acuto. Il team di Marban ha prelevato tramite un catetere   le cellule staminali dal cuore dei pazienti,  le ha moltiplicate in provetta,  per poi reinfonderle: dopo un anno la cicatrice causata dall’infarto si è ridotta di dimensioni. Sulla stessa rivista sono stati pubblicati tempo fa  i risultati simili  di un’altra sperimentazione clinica (studio Scipio),  condotta su 23 pazienti, da Roberto Bolli, dell’Universita’ di Louisville e Piero Anversa

Categories : Le applicazioni cliniche
feb
24

Distrofia muscolare Duchenne: 3 bambini trapiantati grazie a un familiare compatibile

 

Cellule staminali “da un fratellino o un fratellone” compatibile, per ridurre o ritardare gli effetti della distrofia Duchenne. Il trial di fase I-II in corso all’Istituto scientifico San Raffaele di Milano procede: “Sono stati trattati tre piccoli pazienti di 8-12 anni e stiamo analizzando i risultati, con la speranza che questo trattamento possa ridurre o ritardare i sintomi di questa distrofia”.
Lo spiega Giulio Cossu, supervisore dello studio, che da qualche tempo lavora all’University College di Londra. Cossu parla della ricerca a margine della X Edizione della ‘Conferenza Internazionale sulla Distrofia muscolare Duchenne/Becker‘, che vede riuniti a Roma in questi giorni esperti e famiglie per discutere degli sviluppi della ricerca scientifica e dell’approccio clinico multidisciplinare contro questa patologia.
Lo studio italiano, iniziato a marzo dell’anno scorso, è basato sul trapianto muscolare per via intra-arteriosa di mesoangioblasti (cellule staminali muscolari) donati da un familiare compatibile: “Stiamo analizzando i risultati, è ancora presto per parlare ma possiamo dire che i bambini trattati stanno tutti bene: tra 6 mesi-un anno ne sapremo di più. Se tutto va bene non avremo una ‘pillola magica’ che cura la distrofia ma speriamo di migliorare le condizioni dei pazienti”.
Si tratta, oltretutto, di studi costosissimi, finanziati dalla Comunità europea, da Telethon e da Parent Project onlus, l’associazione di genitori contro la distrofia muscolare di Duchenne/Becker.
(Roma, 17 feb. (Adnkronos Salute)

Categories : Le applicazioni cliniche
feb
23

Protocollo d’intesa per la trasparenza e la corretta informazione a tutela dei genitori

 

Garantire ai futuri genitori la trasparenza nei rapporti commerciali con le banche e la corretta informazione sulle possibilità di conservare le cellule staminali cordonali, è l’obiettivo di un  protocollo d’intesa siglato tra BioCord, l’associazione delle banche private del cordone ombelicale, e il Moige – movimento genitori molto attivo nella promozione sociale per la tutela dei diritti dei genitori e dei minori.
“Il Protocollo di Intesa col Moige – spiega Irene Martini, presidente di BioCord e Direttore scientifico di SmartBank – ufficializza e rafforza l’impegno che i nostri associati profondono
nel fornire ai genitori interessati condizioni contrattuali trasparenti e una corretta informazione sulla conservazione delle cellule staminali.
Le banche aderenti a BioCord si sono imposte un codice deontologico e non hanno subito sanzioni in seguito alla recente indagine dell’Agcom.
La nostra associazione intende formalizzare il nostro impegno affinchè tutti i genitori godano di una libertà di scelta completa e informata sull’utilizzo del cordone ombelicale dei propri figli“.
Secondo Maria Rita Munizzi, presidente nazionale di Moige, il protocollo è stato firmato per far crescere in Italia la sensibilità nei confronti della donazione e della conservazione del cordone ombelicale.

Categories : Notizie da SmartBank
feb
20

Le staminali del cordone ombelicale possono curare il piede diabetico nei topi

 

Il piede diabetico è una delle  più comuni complicanze del diabete mellito e riguarda il 15% dei diabetici, determinando  oltre l’80  per cento delle amputazioni della parte inferiore della gamba. Uno studio egiziano pubblicato lo scorso dicembre da Interactive Cardiovascular and Thoracic Surgery e presentato  lo scorso maggio a  Mosca al Congresso della European Society for Cardiovascular and Endovascular Surgery,  ha dimostrato in topi diabetici  l’efficacia del trapianto di staminali cordonali CD34+ nella  cura delle ulcere diabetiche. Grazie alle staminali del cordone ombelicale, i ricercatori,  guidati da Mohamed A. Elsharawy, del Department of Surgery, della  Suez Canal University, ad Ismailia (Egitto), hanno ottenuto una riduzione notevole delle dimensioni delle ulcere, accelerandone la guarigione, attraverso l’aumento di spessore dell’epidermide, e soprattutto della rivascolarizzazione rispetto al gruppo di controllo, con una crescita maggiore dei vasi sanguigni e la deposizione di nuovo collagene. Il trapianto è stato fatto con un’ iniezione locale di staminali  direttamente all’interno della ferita. I risultati aprono ora la strada a future  sperimentazioni  anche sull’ uomo.

Categories : La ricerca scientifica
feb
14

Staminali dai dentini da latte: prima banca no-profit

 

E’ la prima  banca pubblica no-profit  per conservare le staminali della polpa dei denti, in particolare i dentini da latte persi a 8 anni, con una metodica innovativa di crioconservazione, con un costo relativamente contenuto, per un periodo di vent’anni.
A progettarla è stato un gruppo di medici e ricercatori del Policlinico di Milano, che studiano queste preziose cellule contenute nella polpa dentale per verificarne le possibili applicazioni future. Le staminali della polpa dentale, congelate, potrebbero essere poi recuperate in un secondo tempo, quando potrebbero servire, magari per creare “protesi naturali”, oppure per formare nuovi tessuti. Si tratta del primo esempio in Italia di bancaggio italiano di denti interi, dal momento che in altri centri le staminali della polpa dentale sono bancate solo dopo essere state estratte. Il Progetto, denominato anche “ Banca del Sorriso”, è stato promosso da Ferruccio Bonino (direttore scientifico “Centro per l’Uso Clinico delle Cellule Staminali”, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana), Paolo Rebulla (direttore UO Medicina trasfusionale, Terapia cellulare e Criobiologia, Fondazione Ca’ Grande Policlinico),  e Franco Santoro (direttore della Clinica Odontoiatrica, Università degli Studi di Milano) e nasce dalla consapevolezza che le staminali derivate dalla polpa dentale hanno una capacità proliferativa elevata e una plasticità cellulare non indifferente,  confermata anche da uno studio giapponese pubblicato su PNAS nel  2009, che ha dimostrato sull’animale la possibilità di creare un dente perfettamente funzionante a partire dalle staminali. Il progetto prevede, in questa prima fase, la raccolta, il bancaggio e lo studio delle staminali della polpa dentale, mentre gli sviluppi futuri della ricerca mirano invece a ricreare un dente completo.
Nel campo, recentemente anche i ricercatori baresi dell’Università di Bari «Aldo Moro»,  grazie al «Progetto di ricerca di interesse nazionale» (Prin) vinto per la terza volta dall’équipe del professor Felice Roberto Grassi, direttore del Dipartimento di «Metodologia clinica e tecnologie medico-chirurgiche», stanno mettendo a punto un protocollo per l’estrazione di cellule staminali dalla polpa dentaria che potranno essere utilizzate per una serie di patologie e, in un futuro non molto lontano, anche per la riparazione e rigenerazione dei tessuti dentari nel loro sito anatomico, quando questi sono stati estratti a causa di carie, traumi o malattia parodontale.

Anche in Inghilterra la realtà delle Banche dei denti da latte si sta diffondendo e per questo SmartBank si sta organizzando per poter offrire questo servizio.

Categories : Dal mondo delle staminali
feb
13

Il cuore rigenera il cuore. Ricerca italiana

 

Uno studio dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma e dell’IRCCS Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico MultiMedica di Milano, pubblicato online sulla rivista Cell Death and Differentiation, dimostra come dai cardiomiociti, le cellule del muscolo cardiaco, sia possibile ottenere cellule staminali multipotenti indotte in grado di generare nuovi cardiomiociti.

In altre parole, come il cuore possa rigenerare il cuore.

La ricerca, tutta italiana, è stata condotta da Roberto Rizzi e Claudia Bearzi e ha dimostrato che, introducendo geni fetali all’interno del genoma di cardiomiociti post-natali, si possono riportare queste cellule già differenziate a uno stato embrionale, in pratica staminali pluripotenti indotte, spingendole poi a specializzarsi di nuovo in cellule muscolari cardiache. Non solo.

Queste cellule multipotenti hanno una capacità maggiore di diventare nuovamente cardiomiociti con l’introduzione di pochi geni fetali, rispetto ad altre cellule staminali e potrebbero un giorno essere utilizzate per la riparazione del muscolo cardiaco danneggiato, per esempio dopo un infarto.

La ricerca apre la possibilità di utilizzare i cardiomiociti (che hanno capacità proliferative minime) come cellule staminali cardiache, passando per lo stadio embrionale.

 

Categories : La ricerca scientifica
feb
6

Membrana timpanica ricostruita grazie alle staminali

 

Ora è la volta del timpano: a ricostruirlo, grazie alle cellule staminali dello stesso paziente, è stato il team chirurgico dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatra dell’ospedale Santo Spirito di Roma, guidato dal Professor Lino Di Rienzo Businco.  Il paziente, un uomo di 62 anni con  otite cronica,  perforazione del timpano e mancanza della catena degli ossicini (martello, incudine e staffa), necessaria per la trasmissione dell’impulso sonoro, nonchè portatore di una sordità trasmissiva di oltre il 70 per cento, è stato sottoposto all’intervento ricostruttivo, che ha permesso la ricostruzione della membrana direttamente attraverso il  condotto uditivo, impiegando precursori di staminali dal sangue periferico prelevato dalla vena del paziente. La catena degli ossicini è invece stata rimpiazzata da una micro-protesi in titanio. Dimesso dall’ospedale la sera stessa dell’intervento, il paziente ha  dimostrato  un recupero della sua funzione uditiva già ai primi test. Un altro passo avanti in medicina rigenerativa.

 

 

Categories : Le applicazioni cliniche
feb
6

Bambino può salvare il fratellino malato di leucemia

 

Un trapianto di cellule staminali cordonali per salvare Nathan, un bimbo inglese di tre anni affetto da leucemia linfoblastica acuta.
La notizia è comparsa qualche giorno fa su Daily Mail e conferma ancora una volta l’utilità di conservare il sangue del cordone ombelicale alla nascita di un figlio. I genitori  di Nathan,  Melanie e Michael,  dispongono, fortunatamente,  del sangue cordonale di Samuel, il figlio minore e le sue cellule staminali sono risultate compatibili e idonee al trapianto.
Aspettiamo fiduciosi di sapere notizie positive.

Categories : Le applicazioni cliniche
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