Aumentano le conferme sull’efficacia delle staminali cardiache nella cura dell’infarto: arrivano da uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, denominato CADUCEUS (CArdiosphere-Derived aUtologous stem Cells to Reverse ventricUlar dySfunction), condotto al Cedars-Sinai Heart Institute di Los Angeles da Eduardo Marban su 25 pazienti, 17 dei quali sottoposti all’infusione di proprie cellule staminali cardiache. L’iniezione di cellule cardiache (ottenute dalle staminali di ciascun paziente) ha ridotto nella sperimentazione la cicatrice provocata dall’evento acuto. Il team di Marban ha prelevato tramite un catetere le cellule staminali dal cuore dei pazienti, le ha moltiplicate in provetta, per poi reinfonderle: dopo un anno la cicatrice causata dall’infarto si è ridotta di dimensioni. Sulla stessa rivista sono stati pubblicati tempo fa i risultati simili di un’altra sperimentazione clinica (studio Scipio), condotta su 23 pazienti, da Roberto Bolli, dell’Universita’ di Louisville e Piero Anversa

Cellule staminali “da un fratellino o un fratellone” compatibile, per ridurre o ritardare gli effetti della distrofia Duchenne. Il trial di fase I-II in corso all’Istituto scientifico San Raffaele di Milano procede: “Sono stati trattati tre piccoli pazienti di 8-12 anni e stiamo analizzando i risultati, con la speranza che questo trattamento possa ridurre o ritardare i sintomi di questa distrofia”.
Il piede diabetico è una delle più comuni complicanze del diabete mellito e riguarda il 15% dei diabetici, determinando oltre l’80 per cento delle amputazioni della parte inferiore della gamba.


