Infusione di staminali autologhe bancate nel laboratorio BioVault in bambina con paralisi cerebrale

Il magazine “The Sunday Times” ha riportato la notizia lo scorso novembre: Sasha Browne, una bambina britannica di tre anni affetta da paralisi cerebrale infantile, ha partecipato a un  trial per la cura di questa patologia con infusione delle proprie cellule staminali cordonali conservate alla nascita e bancate nel laboratorio  inglese  di SmartBank Bio-Vault di Plymouth, situato nel Plymouth Hospital NHS Trust.La patologia è la conseguenza di  una lesione (ipossia, stroke) del sistema nervoso centrale, avvenuta in epoca prenatale, perinatale o postnatale, e comunque entro i 3 anni di vita del bambino, che porta al mancato o alterato sviluppo di alcune funzioni, con conseguente invalidità permanente nelle aree sensoriali, cognitive e soprattutto del movimento.L’obiettivo dello studio è determinare se l’infusione di cellule autologhe emopoietiche possa portare a miglioramenti nella rigenerazione cerebrale di bambini con paralisi cerebrale infantile. Al momento non c’è una cura per questa malattia, ma i genitori della piccola, Tania e Richard, entrambi quarantenni, credono che la possibilità di  camminare, vedere e parlare potrebbe arrivare proprio dall’infusione autologa di staminali cordonali. Così hanno accettato di includere la piccola nel  Trial alla Duke University (nel  North Carolina),  coordinato da Joanne Kurtzberg.

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