Al via studio con linfociti T modificati nella leucemia ad alto rischio

Linfociti T geneticamente modificati in cui è stato inserito un ”gene suicida” in associazione al trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatore familiare parzialmente compatibile per la cura di leucemie ad alto rischio: è la nuova terapia cellulare, chiamata TK, che può evitare il trattamento immunosoppressivo, accelerando la ricostituzione immunitaria e controllando le gravi conseguenze immunologiche della differenza genetica tra ricevente e donatore ( malattia del trapianto contro l’ospite) spesso alla base del fallimento dei trapianti.

Su questa terapia genica, fa sapere l’italiana MolMed S.p.A., che ha diffuso questa metodica, sta per partire uno studio clinico americano, con l’arruolamento del primo paziente che parteciperà allo studio clinico registrativo di Fase III (TK008). L’obiettivo primario è la sopravvivenza libera da malattia, che comprende sia la mortalità dovuta al trapianto, sia le recidive della leucemia, valutata su ben 170 pazienti. Lo studio è già stato avviato in Europa, ma saranno coinvolti altri pazienti in 16 centri clinici in Europa, Stati Uniti e Israele. Se i risultati saranno positivi potrebbe aprirsi una speranza per il problema dei donatori compatibili nelle forme più gravi di leucemia acuta.

 

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