Avezzano: trapiantato per tumore al testicolo con staminali

AVEZZANO – Aveva un tumore al testicolo ma, dopo il trapianto con le cellule staminali, sta bene ed è stato dimesso dall’ospedale di Avezzano (L’Aquila). Si tratta di un giovane, residente nella Marsica, curato nel reparto di Oncologia diretto da Francesco Recchia.

L’intervento in questione coincide col trapianto numero 110: un numero simbolico e importante, raggiunto in oltre vent’anni di attività sotto la guida di Recchia.
Il giovane paziente, colpito da tumore al testicolo e con metastasi ai due polmoni, è stato assistito con terapie all’avanguardia e sottoposto a trapianto, perfettamente riuscito, tanto che è stato dimesso dal presidio di Avezzano.

Nel corso del 2012, da gennaio a oggi, 927 i ricoveri di nuovi pazienti, 6.200 gli accessi in day hospital, cinque i trapianti con staminali, oltre a trattamenti di alta qualità effettuati in collaborazione col servizio di Radiologia interventistica, diretto da Giovanni Passalacqua.
Il raggiungimento della soglia 110 testimonia, oltre alla quantità, soprattutto l’alta qualità delle prestazioni somministrate nel reparto e la continua evoluzione, in termini di ricerca scientifica che vi si svolge.
Non a caso, nello scorso aprile, il reparto d’Oncologia conquistò la scena internazionale con uno studio che fu illustrato negli Stati Uniti, a Chicago, dallo stesso Recchia alla prestigiosa American Association for Cancer Research (Aacr). In quella circostanza Recchia parlò di una ricerca, iniziata circa 15 anni fa all’ospedale di Avezzano, che ha coinvolto finora 500 pazienti, per il 30% provenienti da altre Regioni, soprattutto Lazio e Campania, tutti al quarto stadio della malattia (il più grave, con metastasi), colpiti da diversi tipi di tumore.

La terapia, messa a punto da Recchia e illustrata negli States, dopo lunghe ricerche e verifiche, ha dato eccellenti risultati sia sul piano della qualità della vita (minore tossicità) sia dell’indice di sopravvivenza (il doppio, mediamente, rispetto alla terapia tradizionale e persino il triplo in alcuni casi di cancro come quello dei polmoni).

Fonte: Abruzzoweb.it – Sanità

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