Caso Stamina: approvato dalla Camera il decreto sulle staminali

Dopo il sì del Senato lo scorso 10 aprile, con cui è stato autorizzato l’avvio alla sperimentazione del metodo Stamina, promossa dal Ministero della Salute e supervisionata dal Centro nazionale trapianti, l’Istituto superiore della sanità e l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco), è stata la volta della Camera. La Commissione Affari sociali ha apportato i giorni scorsi alcune modifiche al decreto legge Balduzzi, che regolamenta l’uso delle cellule staminali mesenchimali nei pazienti neurologici, mettendo alcuni precisi paletti: le staminali usate dal metodo Stamina devono essere considerate a tutti gli effetti come farmaci (e non come trapianti) e sono quindi di competenza dell’Aifa. Vanno perciò rispettate le regole per la sicurezza dei pazienti nella produzione dei medicinali per terapie avanzate, anche con le cellule staminali mesenchimali.E lunedi 20 maggio, con 504 voti a favore, la Camera ha approvato il decreto sulle staminali, dando di fatto il via libera alla sperimentazione, che dovrà essere condotta in strutture pubbliche. Ora il testo tornerà al Senato per il voto definitivo.

Tre milioni di euro, provenienti dal Fondo sanitario nazionale, 
saranno messi a disposizione per la sperimentazione, che partirà il primo luglio e durerà 18 mesi, «a condizione che i medicinali, per quanto attiene alla sicurezza del paziente, siano preparati in conformità alle linee guida di cui all’articolo 5» del regolamento europeo 1394 del 2007.

Deluso già nei giorni scorsi Davide Vannoni, Presidente della Stamina Foundation, convinto che passeranno molti anni per l’applicazione del metodo, se la sperimentazione avverrà sotto il controllo dell’Aifa e in laboratori farmaceutici. Secondo Vannoni, la “lobby Agenzia del Farmaco-Farmindustria” intende distruggere questa possibilità di cura. Per Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione affari sociali, la Camera sta invece dando la possibiltà di fare una sperimentazione clinica con le staminali,  a patto che il risultato non sia nocivo per i pazienti.E questo obiettivo può essere raggiunto solo con la supervisione delle autorità competenti.

 

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