Gli effetti collaterali della chemioterapia possono essere in alcuni casi così pesanti, soprattutto a livello del midollo osseo (come la diminuzione dei globuli bianchi, che porta a una maggiore suscettibilità alle infezioni), da costringere i pazienti colpiti da tumore a interrompere le cure, riducendo così la durata della sopravvivenza.
Ora alcuni ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, hanno trovato una possibile soluzione, impiegando le staminali come uno sorta di “scudo” protettivo per il midollo, concentrandosi in particolare su uno dei tumori più aggressivi, il glioblastoma, che coinvolge il cervello.
Nella sperimentazione, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Translational Medicine, i ricercatori, coordinati da Hans Peter Kiem, hanno prelevato il midollo da 3 pazienti malati, isolando le cellule staminali ematopoietiche che si specializzano nelle cellule del sangue, per modificarle geneticamente e renderle resistenti agli effetti tossici della chemioterapia.
Ci sono riusciti inserendo al loro interno un gene modificato (utilizzando come vettore un virus), in grado di garantire protezione nei confronti dei farmaci usati contro il cancro.
Una volta modificate geneticamente, le cellule sono state quindi reimpiantate nei pazienti che, stando ai risultati della ricerca, sono stati in grado di tollerare meglio la chemioterapia, senza effetti collaterali negativi e con una sopravvivenza maggiore.



Aumentano le conferme sull’efficacia delle staminali cardiache nella cura dell’infarto: arrivano da uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica
Cellule staminali “da un fratellino o un fratellone” compatibile, per ridurre o ritardare gli effetti della distrofia Duchenne. Il trial di fase I-II in corso all’Istituto scientifico San Raffaele di Milano procede: “Sono stati trattati tre piccoli pazienti di 8-12 anni e stiamo analizzando i risultati, con la speranza che questo trattamento possa ridurre o ritardare i sintomi di questa distrofia”.

A metterla a punto sono stati i ricercatori dell’Università dell’Illinois, che hanno pubblicato i risultati della loro sperimentazione, condotta su 15 persone, sulla rivista scientifica
Si chiama Hemacord ed è un prodotto approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) (l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei farmaci), a base di sangue del cordone ombelicale, utilizzabile nei trapianti di cellule staminali ematopoietiche in pazienti affetti da malattie del sangue, come alcuni tumori ematologici e patologie metaboliche ereditarie e del sistema immunitario. Il prodotto, di cui si descrivono le caratteristiche in un articolo comparso sulla rivista scientifica 
