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Archive for La ricerca scientifica

mag
14

Dal latte materno cellule staminali

 

Il latte della mamma non è solo un semplice nutrimento per il bambino, ma contiene anche cellule staminali.
Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori della  University of Western Australia che hanno presentato i risultati della loro ricerca al VII° International Breastfeeding and Lactation Symposium, organizzato lo scorso aprile a  Vienna.
La ricerca era stata avviata nel 2007 dal gruppo di studio che aveva isolato alcune staminali contenute nel latte materno.
Grazie alle ulteriori sperimentazioni condotte dalla ricercatrice Foteini Hassiotou (premio AusBiotech-GSK Excellence Award 2011 proprio per la sua recente scoperta di cellule staminali nel latte materno), è stato dimostrato che è possibile  estrarre dal latte materno vere e proprie cellule “bambine” multipotenti, simili alle staminali embrionali, in grado di trasformarsi in cellule di tessuti diversi.
La nuova riserva di cellule staminali nell’adulto consentirebbe agli scienziati di portare avanti le ricerche e le sperimentazioni di medicina rigenerativa senza dover affrontare il problema etico di usare embrioni.

Categories : La ricerca scientifica
mag
7

Dalle staminali ottenuti “sostituti” degli spermatozoi

 

In futuro potrebbe essere impiegata nell’uomo per la fecondazione assistita, con l’obiettivo di evitare la trasmissione di malattie genetiche e avere a disposizione animali di laboratorio geneticamente modificati per la ricerca scientifica.
Con la nuova tecnica, descritta sulla rivista  Cell e messa a punto da alcuni ricercatori cinesi guidati da Jinsong Li, dello Shanghai Institute for Biological Science, sono state ottenute cellule staminali embrionali “aploidi”, dotate cioè di un solo set di cromosomi (al posto dei due ereditati dai genitori), in grado di  sostituire gli spermatozoi.
Nella sperimentazione condotta sui topi, queste staminali sono state poi iniettate negli oociti per la fecondazione assistita, generando topolini ‘semi-clonati’, in grado di  trasmettere alla metà dei figli i caratteri genetici contenuti nella cellula staminale. In pratica, i topolini non sono nati dallo sperma paterno, ma da queste staminali modificate.
Secondo i ricercatori, queste cellule aploidi non solo aprono nuove strade per la generazione di animali geneticamente modificati (perchè possono essere manipolate geneticamente), ma una volta rese sempre più simili agli spermatozoi,  potrebbero in futuro essere impiegate anche per la fecondazione assistita nell’uomo.

 

 

Categories : La ricerca scientifica
apr
30

Dalle staminali del sangue umano ottenute cellule della retina

 

Le sperimentazioni sull’impiego di staminali nelle malattie oculari vanno avanti: ma ora per la prima volta alcuni ricercatori dell’University of Wisconsin-Madison,  coordinati da David M. Gamm, sono riusciti a ottenere in laboratorio tessuto retinico partendo da cellule staminali pluripotenti indotte, ricavate a loro volta dal sangue umano.
I ricercatori  hanno per prima cosa isolato dal sangue umano linfociti T, riprogrammandoli  per ottenere cellule staminali pluripotenti indotte (iPS),  che si sono successivamente differenziate in cellule oculari retiniche, in grado di organizzarsi in strati, formando una retina rudimentale.
Le cellule retiniche neoformate sono risultate dotate di tutte le strutture funzionali necessarie alla percezione e alla conduzione dell’impulso visivo.
I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Investigative Ophthalmology & Visual Science aprono nuove prospettive di ricerca e di cura:  dai test su nuovi farmaci,  allo studio dei meccanismi cellulari delle patologie degenerative della retina, fino alla possibilità futura di sostituire strati di tessuto retinico nei pazienti con danni alla retina.

Categories : La ricerca scientifica
apr
6

Nuova molecola attivatrice delle staminali contro l’artrosi

 

E’ stata scoperta una nuova molecola che, introdotta nell’articolazione con un’iniezione, “risveglia” le cellule staminali della cartilagine.
Si chiama  kartogenina e spingerebbe le staminali adulte mesenchimali a riparare i danni provocati dall’artrosi attraverso un meccanismo complesso.
I risultati della sperimentazione, condotta per il momento solo sui topi  malati, dai ricercatori dello Scripps Research Institute, in California, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science.
La kartogenina agisce sulle cellule staminali presenti nelle articolazioni, inducendole a trasformarsi nelle cellule cartilaginee,  i condrociti.

Categories : La ricerca scientifica
mar
26

Dalla pelle, cellule staminali somatiche pluripotenti

 

I ricercatori del Max Planck Institute for Molecular Biomedicine Munster (in Germania), sono riusciti a ottenere cellule staminali somatiche pluripotenti a partire da cellule della pelle completamente differenziate, utilizzando una combinazione particolare di fattori di crescita.
La sperimentazione, i cui  risultati   sono stati pubblicati sulla rivista  scientifica ‘Cell Stem Cell’  è stata fatta per ora solo sui topi, ma presto potrebbe riguardare anche l’uomo.
Secondo Hans Scholer, coordinatore della studio,  in futuro queste cellule staminali così ottenute potrebbero essere utilizzate anche per rigenerare i tessuti danneggiati.
I ricercatori hanno evidenziato come, grazie a questa nuova metodica che prevede la combinazione di una  serie di fattori di crescita, in particolare il Brn4  mai stato usato prima in questo tipo di esperimenti, la riprogrammazione di cellule somatiche della cute in staminali pluripotenti non richieda il passaggio attraverso uno stadio pluripotente (cellule staminali pluripotenti indotte).
In questo modo la rigenerazione dei tessuti potrebbe diventare  un processo più facile e più sicuro.

Categories : La ricerca scientifica
mar
16

Trapianto di staminali embrionali nelle malattie della retina

 

I primi test sul trapianto di staminali embrionali per la cura delle malattie della retina sembrano incoraggianti:
i risultati del primo trial al mondo condotto sull’uomo dai ricercatori guidati da Robert Lanza dell’Advanced Cell Technology, sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Lancet.
Le staminali sono state impiantate 4 mesi fa su due pazienti e avrebbero attecchito sulla retina, senza problemi di sicurezza, di rigetto o di crescita anomala di cellule e tessuti.
L’uso clinico è però ancora lontano e riporta in primo piano le polemiche sull’opportunità etica di questa metodica.
Lo studio ha coinvolto un uomo anziano con degenerazione maculare senile e una donna con la malattia di Stargardt,  principali cause di cecità nel mondo: le staminali sono state prelevate da un embrione umano e programmate in laboratorio per trasformarsi in cellule epiteliali, destinate a ripopolare la retina danneggiata.
La sperimentazione è servita a valutare la sicurezza della tecnica, ma ha anche fornito informazioni sugli effetti sulla vista, che secondo i ricercatori è leggermente migliorata.

 

Categories : La ricerca scientifica
mar
6

Staminali “madri” degli ovociti: una cura per l’infertilità?

 

Contrariamente a quanto si pensava, anche gli ovociti, le cellule germinali femminili, non sarebbero destinate a esaurirsi, ma hanno la loro riserva di cellule staminali, capace di rinnovare continuamente le cellule uovo.
La scoperta,  pubblicata sulla rivista Nature Medicine, potrebbe aprire la strada a nuove cure contro l’infertilità  e  ritardare l’arrivo della menopausa (le applicazioni cliniche sono però lontane), facendo vacillare la teoria secondo cui ogni donna nascerebbe con un numero di ovociti predefinito.
Il gruppo di ricercatori, coordinato da Jonathan Tilly, direttore del Vincent Centre for Reproductive Biology del Massachusetts General Hospital di Boston, ha completato con questa scoperta un lavoro pubblicato su Nature nel 2004,  dimostrando, sia nel topo che nelle donne adulte, come le staminali ovariche coltivate in laboratorio poi reimpiantate nell’ovaio possano produrre ovociti normali e funzionanti.
I ricercatori del Vincent Center hanno messo a punto un nuovo protocollo per individuare e  isolare le staminali che continuano a produrre ovociti nelle ovaie:  hanno marcato le cellule staminali  prelevate da ovaie femminili con una molecola fluorescente, iniettandole poi in un frammento di tessuto delle ovaie umane e  trapiantando quest’ultimo sotto la pelle del roditore, reso immunodeficiente per evitare il rigetto.
Gli esami di questo tessuto dopo 7 e 14 giorni dall’impianto hanno evidenziato follicoli umani immaturi con ovociti, sia marcati con la proteina fluorescente, sia non marcati.
Secondo i ricercatori, questi risultati indicano che le ovaie delle donne in età fertile contengono, come è stato già dimostrato anche in quelle dei topi adulti, delle rare cellule germinali mitoticamente attive,  che possono proliferare in vitro e produrre ovociti.
Analoghe cellule erano state isolate finora nei topi femmina, ma non nelle donne.
Per motivi etici e legali Tilly non ha potuto testare gli ovociti umani per vedere se sono fecondabili, come invece ha fatto con quelli di topo, dai quali sono stati ottenuti embrioni.


Categories : La ricerca scientifica
feb
20

Le staminali del cordone ombelicale possono curare il piede diabetico nei topi

 

Il piede diabetico è una delle  più comuni complicanze del diabete mellito e riguarda il 15% dei diabetici, determinando  oltre l’80  per cento delle amputazioni della parte inferiore della gamba. Uno studio egiziano pubblicato lo scorso dicembre da Interactive Cardiovascular and Thoracic Surgery e presentato  lo scorso maggio a  Mosca al Congresso della European Society for Cardiovascular and Endovascular Surgery,  ha dimostrato in topi diabetici  l’efficacia del trapianto di staminali cordonali CD34+ nella  cura delle ulcere diabetiche. Grazie alle staminali del cordone ombelicale, i ricercatori,  guidati da Mohamed A. Elsharawy, del Department of Surgery, della  Suez Canal University, ad Ismailia (Egitto), hanno ottenuto una riduzione notevole delle dimensioni delle ulcere, accelerandone la guarigione, attraverso l’aumento di spessore dell’epidermide, e soprattutto della rivascolarizzazione rispetto al gruppo di controllo, con una crescita maggiore dei vasi sanguigni e la deposizione di nuovo collagene. Il trapianto è stato fatto con un’ iniezione locale di staminali  direttamente all’interno della ferita. I risultati aprono ora la strada a future  sperimentazioni  anche sull’ uomo.

Categories : La ricerca scientifica
feb
13

Il cuore rigenera il cuore. Ricerca italiana

 

Uno studio dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma e dell’IRCCS Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico MultiMedica di Milano, pubblicato online sulla rivista Cell Death and Differentiation, dimostra come dai cardiomiociti, le cellule del muscolo cardiaco, sia possibile ottenere cellule staminali multipotenti indotte in grado di generare nuovi cardiomiociti.

In altre parole, come il cuore possa rigenerare il cuore.

La ricerca, tutta italiana, è stata condotta da Roberto Rizzi e Claudia Bearzi e ha dimostrato che, introducendo geni fetali all’interno del genoma di cardiomiociti post-natali, si possono riportare queste cellule già differenziate a uno stato embrionale, in pratica staminali pluripotenti indotte, spingendole poi a specializzarsi di nuovo in cellule muscolari cardiache. Non solo.

Queste cellule multipotenti hanno una capacità maggiore di diventare nuovamente cardiomiociti con l’introduzione di pochi geni fetali, rispetto ad altre cellule staminali e potrebbero un giorno essere utilizzate per la riparazione del muscolo cardiaco danneggiato, per esempio dopo un infarto.

La ricerca apre la possibilità di utilizzare i cardiomiociti (che hanno capacità proliferative minime) come cellule staminali cardiache, passando per lo stadio embrionale.

 

Categories : La ricerca scientifica
gen
16

Riserva di cellule staminali negli occhi

 

Isolata nella retina una riserva di cellule staminali neurali che danno origine alle cellule nervose:  i risultati, che si devono al  team di Sally Temple del Neural Stem Cell Institute di Rensselaer di New York,  sono stati pubblicati sulla rivista Cell Stem Cell. Le staminali neurali multipotenti si trovano nell’epitelio pigmentato retinico, uno strato di cellule deputato al mantenimento, al trofismo e alla protezione della retina. Queste staminali sono presenti nell’occhio a qualunque età e sono facilmente reperibili  e estraibili. Le loro potenzialità rigenerative (per la terapia delle malattie oculari, come la maculopatia)  dovranno però essere chiarite maggiormente da ulteriori  studi.

Categories : La ricerca scientifica
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