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Archive for Notizie da SmartBank

mag
7

SmartBank ha un nuovo servizio: lo screening neonatale

 

Conoscere preventivamente i rischi di salute del proprio bambino è possibile grazie allo Screening neonatale StepOne® : un test genetico per neonati e bambini fino alla pubertà che rileva la presenza di 62 disturbi ereditari, inserito nei servizi offerti da SmartBank.
Diagnosticare questi disturbi prima della  comparsa dei sintomi è importante, sia per informare il pediatra, sia  per iniziare cure ed eventuali diete personalizzate in base al “profilo genetico” del bimbo, evitando nella maggior parte dei casi complicazioni serie, come ritardo mentale e disabilità fisiche e motorie.
Sottoporre il proprio bambino allo screening è importante anche perchè negli ospedali o nelle cliniche italiane  si testano i neonati  solo per le 4 patologie ereditarie più frequenti (ipotiroidismo, fibrosi cistica, fenilchetonuria, galattosemia).
Il campione di sangue ottenuto attraverso un semplice prelievo di sangue dal tallone del bimbo preferibilmente entro 48 ore (e fino alla pubertà) viene inviato da SmartBank al laboratorio PerkinElmer (USA). Se l’esito è “normale”, ai genitori viene inviato un Certificato, mentre in caso di esito “anomalo” il laboratorio avvisa prontamente SmartBank, che a sua volta  informa i genitori.
Per maggiori dettagli visita la pagina: Screening neonatale.

Non solo: grazie alla collaborazione di un’esperta medico genetista, assieme a questo nuovo servizio SmartBank offre a tutti i nuovi clienti, la consulenza genetica familiare, gratuita per tutto il mese di maggio.
Per saperne di più, visita la pagina “Promozioni, sconti, convenzioni“.

Categories : Notizie da SmartBank
feb
23

Protocollo d’intesa per la trasparenza e la corretta informazione a tutela dei genitori

 

Garantire ai futuri genitori la trasparenza nei rapporti commerciali con le banche e la corretta informazione sulle possibilità di conservare le cellule staminali cordonali, è l’obiettivo di un  protocollo d’intesa siglato tra BioCord, l’associazione delle banche private del cordone ombelicale, e il Moige – movimento genitori molto attivo nella promozione sociale per la tutela dei diritti dei genitori e dei minori.
“Il Protocollo di Intesa col Moige – spiega Irene Martini, presidente di BioCord e Direttore scientifico di SmartBank – ufficializza e rafforza l’impegno che i nostri associati profondono
nel fornire ai genitori interessati condizioni contrattuali trasparenti e una corretta informazione sulla conservazione delle cellule staminali.
Le banche aderenti a BioCord si sono imposte un codice deontologico e non hanno subito sanzioni in seguito alla recente indagine dell’Agcom.
La nostra associazione intende formalizzare il nostro impegno affinchè tutti i genitori godano di una libertà di scelta completa e informata sull’utilizzo del cordone ombelicale dei propri figli“.
Secondo Maria Rita Munizzi, presidente nazionale di Moige, il protocollo è stato firmato per far crescere in Italia la sensibilità nei confronti della donazione e della conservazione del cordone ombelicale.

Categories : Notizie da SmartBank
gen
23

Più garanzie sui campioni bancati, SmartBank adotta Apgar

 

I requisiti fondamentali richiesti al sangue prelevato dal cordone ombelicale sono la qualità e la quantità delle cellule staminali ematopoietiche presenti (più che il volume totale del campione), indispensabili per assicurare il successo di un  successivo eventuale trapianto.
SmartBank ha ritenuto da sempre fondamentale assicurare alle future mamme il miglior sangue bancato, perseguendo i due parametri fondamentali più accreditati come indice predittivo della bontà del campione.
Tanto che per ottimizzare la selezione del sangue cordonale ai fini del trapianto è l’unica banca a comunicare in modo trasparente i risultati del campione, sia in termini quantitativi (cellule leucocitarie e cellule ematopoietiche CD34+), sia qualitativi, vale a dire il  grado di vitalità cellulare,  adottando criteri elevati di selezione dei campioni, per conformarsi agli attuali parametri minimi richiesti per un trapianto onco-ematologico.
Pertanto, quando il campione è al di sotto dei parametri minimi (indicati anche contrattualmente),  i genitori possono esercitare il “recesso” e interrompere la conservazione.
Purtroppo tale comportamento non è seguito da alcune banche  private che, a fronte di prezzi molto inferiori, assicurano la conservazione di un maggiore volume di sangue attraverso modalità  “spacciate” come  metodiche per ottenere campioni più ricchi, ma in realtà non adeguate a selezionare in modo ottimale le cellule staminali.
C’è quindi l’esigenza di una maggiore garanzia.
In un recente articolo, appena comparso sulla rivista  scientifica Transfusion e firmato anche dalla dottoressa Joanne Kurtzberg, viene descritto il nuovo punteggio Apgar (CBA) per la selezione di campioni cordonali ai fini trapiantologici, efficace  quindi per valutare la qualità del sangue prelevato e soprattutto con un altro valore predittivo per quanto riguarda il rigetto.
Secondo gli autori, il “Cord Blood Apgar” è fortemente predittivo delle potenzialità di rigetto dopo il trapianto dell’unità cordonale e più utile rispetto ad altri criteri tradizionali usati finora per ottimizzare le unità di sangue cordonale donate per il trapianto. Tanto che SmartBank, si sta già adeguando a questo criterio di selezione, che dovrebbe essere adottato in realtà da tutte le banche private serie.

 

Categories : Notizie da SmartBank
dic
21

BioVault: l’unica banca privata che ha ottenuto l’accreditamento JACIE!

 

Un accreditamento molto importante e ambito che, ad oggi, solo la banca di conservazione privata BioVault ha ottenuto in Europa, da parte dell’organizzazione no-profit JACIE (Joint Accreditation Committee-ISCT).

JACIE, voluta dall’European Group for Blood and Marrow Transplantation (EBMT) e dall’International Society for Cellular Therapy (ISCT), le due organizzazioni scientifiche
più rilevanti in Europa per il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, si occupa, in collaborazione con la Foundation for the Accreditation of Cellular Therapy (FACT), di
promuovere standard di eccellenza nella raccolta e processamento delle cellule staminali ematopoietiche.

L’accreditamento Jacie, richiesto da BioVault stessa, permette al laboratorio di dimostrare la qualità dell’intero sistema di gestione e dei processi per la crioconservazione delle cellule staminali, con garanzia di mantenimento nel tempo, al fine di fornire la massima garanzia a tutti gli operatori sanitari coinvolti, nonché al paziente medesimo, in un eventuale programma di trapianto di cellule staminali.

Categories : Notizie da SmartBank
dic
1

Preziose mesenchimali: nuovo servizio di conservazione del Tessuto cordonale (o Cord Tissue)

 

Per  le future mamme SmartBank offre un nuovo importante servizio di conservazione: il tessuto del cordone ombelicale (o Cord Tissue), grazie al quale, oltre alla conservazione delle cellule da sangue cordonale, è possibile raccogliere e conservare anche le cellule staminali “mesenchimali”, sempre per la durata di 25 anni.
Si tratta di un’opportunità importante in quanto le cellule mesenchimali (contenute naturalmente anche nel sangue cordonale e nel midollo osseo), all’origine dei tessuti solidi, sono staminali dotate di un’elevatissima capacità di differenziazione che permette loro di dare origine a molte linee cellulari come quelle del tessuto osseo, muscolare e cartilagineo.
Rappresentano la base della medicina rigererativa e gli studi si concentrano nella cura di alcune malattie, come le malattie dell’osso e della cartilagine, alcune malattie neurologiche, l’infarto del miocardio.
Per ulteriori informazioni, leggi alla pagina: “Fonti alternative di staminali: quali?”

 

Categories : Notizie da SmartBank
ott
11

BioCord scende in campo in difesa della conservazione autologa

 

BioCord, l’associazione delle biobanche private (presieduta dalla Dottoressa Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank), dice basta alla crociata personale contro la conservazione autologa del sangue del cordone ombelicale, del tutto priva di fondamento scientifico, del genetista Licinio Contu, presidente della Federazione Italiana Associazioni Donatori Cellule Staminali (Adoces).
E’ il momento di fare chiarezza, secondo BioCord, in particolare ora dopo l’infondatezza di una notizia divulgata da Contu sul rapporto Adoces 2011, pubblicato online, secondo la quale tra i bambini che hanno conservato per uso autologo il sangue cordonale nelle banche private ci sarebbe un aumento di casi di anemia aplastica severa. I dati della letteratura scientifica lo smentiscono e richiamano la comunità scientifica a riconsiderare l’utilità del banking privato: secondo un lavoro pubblicato sulla rivista Pediatric Blood Cancer lo scorso luglio, l’uso di autologo di cellule staminali da sangue cordonale nel trapianto per anemia aplastica severa deve essere considerato una fonte alternativa all’uso allogenico e, per alcune patologie, è addirittura più promettente.
Quanto alla inutilità della conservazione privata, sottolineata nel documento Adoces, va ribadito che le banche private conservano il sangue cordonale non solo il bambino stesso (uso autologo), ma per la sua famiglia, cioè per l’utilizzo intrafamiliare, il più frequente in ambito onco-ematologico, in particolare tra fratelli, per i quali esiste una probabilità di compatibilità totale del 25% e parziale del 39%. Una convinzione, questa, condivisa anche dallo stesso Ministero della salute. Secondo Cord Blood la conservazione privata del sangue cordonale per la propria famiglia rappresenta, quindi, una scelta razionale e ragionevole, dal momento che il Ministero, pur riconoscendo la validità scientifica della conservazione e dell’uso del sangue cordonale sul bambino (uso autologo) o soprattutto sui consanguinei (uso intrafamiliare), la sostiene economicamente e la consente in Italia solo se la malattia è già stata diagnosticata prima della nascita.
Quanto alla presunta gratuità della donazione pubblica, Cord blood sottolinea come la conservazione del sangue donato dalle mamme italiane sia retribuita in realtà con le tasse dei cittadini e come ogni banca pubblica riceva circa 17.000 Euro dalla struttura che utilizza il campione per ogni sacca rilasciata.
Infine, secondo BioCord, in un Paese dove il 97% dei cordoni viene gettato tra i rifiuti ospedalieri dopo il parto, bisognerebbe non perdere tempo, ma migliorare l’informazione e rafforzare la cultura della donazione e della conservazione.

Categories : Dal mondo delle staminali, Notizie da SmartBank
set
26

Dossier per ostetriche sulle cellule staminali

 

SmartBank Foundation ha presentato un dossier sulle cellule staminali cordonali dedicato alle ostetriche, figure professionali fondamentali al momento del parto nel prelievo del sangue venoso del cordone ombelicale del neonato. L’occasione è stata il corso ECM sul “Ruolo dell’ostetrica nell’informazione e prelievo del sangue venoso cordonale”, organizzato nella sede di SmartBank.
16 pagine suddivise i capitoli, offrono una visione a 360° delle potenzialità delle staminali: dalle patologie trattabili con queste cellule “bambine”, alle tipologie di trapianto (eterologo, eterologo familiare e autologo), dalle modalità di conservazione, alla donazione, dalle procedure per il prelievo del sangue venoso cordonale, alle varie modalità di prelievo a confronto. L’ultimo capitolo raccoglie le 14 domande più frequenti e le relative risposte per le ostetriche, per arrivare a una comunicazione chiara e semplice congiunta sulla donazione e sulla conservazione, sulla base di quanto è stato stabilito dal NMDP (National Marrow Donor Programme) e dalla Parents Guide to Cord Blood Banking .

Categories : Notizie da SmartBank
set
26

Una guida internazionale per futuri genitori

 

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Reproductive Medicine, la maggior parte dei futuri genitori è poco informato sulla possibilità di conservare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino e sui benefici che potrebbero derivarne. Proprio per colmare questo vuoto informativo, è nata la Fondazione Parent’s Guide to Cord Blood Foundation, diretta da Frances Verter, l’unica organizzazione (senza scopi di lucro) che detiene data base sulle banche pubbliche e private di sangue cordonale.
L’altro obiettivo della Fondazione è condurre e pubblicare analisi statistiche sulla ricerca medica, che ampliano le possibilità di impiego del sangue cordonale. di recente è stata pubblicata e tradotta in diverse lingue una brochure, che fornisce informazioni utili (verificate da un Comitato Medico Scientifico) e risponde alle molte domande dei genitori. L’edizione italiana della brochure è curata da SmartBank Foundation e dalla d.ssa Irene Martini, unica italiana ammessa a far parte del Comitato Medico Scientifico.

Categories : Notizie da SmartBank
set
1

SmartBank, una storia di solidarietà

 

Quella di Renato Franchi è una storia di speranza e di solidarietà ed è la prova di come l’incontro con le persone giuste possa a volte cambiare la vita.

Affetto da cataratta congenita, il signor Franchi fu operato la prima volta a 5 anni e poi a 9, ma il secondo intervento, eseguito negli anni ‘50,  determinò  un grave danno alla retina. Da allora la vita del signor Franchi è stata un susseguirsi di interventi e ricoveri per gravi problemi oculari:dal distacco della retina nel 2000, al deterioramento della cornea, che ha richiesto un primo trapianto nel 2004, fino alla perdita totale della vista all’occhio destro per complicanze.

L’eventualità  nel 2009 di un secondo trapianto in un noto ospedale romano fu sconsigliato dai medici per la presunta mancanza di cellule staminali nel “limbus” (la zona di confine tra cornea e congiuntiva), che danno origine alle cellule dell’epitelio corneale e la cui presenza è indispensabile per la buona riuscita dell’intervento.
Il  signor Franchi rifiutò la proposta da parte dei chirurghi di ricevere cellule staminali dall’occhio di suo fratello, l’unico a essere compatibile per il trapianto.

Poi nel 2010 la fortuna volge a suo favore. Per caso il signor Franchi scopre  Smartbank e si mette in contatto con la Dottoressa Irene Martini. Non ha bisogno di conservare il sangue cordonale per uso autologo, come tanti genitori, ma solo di aiuto, sostegno e consigli.
Grazie alla dottoressa Martini si mette in contatto prima con l’Istituto di medicina rigenerativa di Modena, poi con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, dove il dottor Alessandro Lambiase si dimostra  ottimista riguardo alla possibilità di intervenire, e infine con il Centro Malattie della Cornea dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dove il dottor Paolo Rama esegue un trapianto di cornea sfruttando le cellule staminali residue.

L’intervento riesce perfettamente e ora, a distanza di quasi un anno, il signor Franchi, che ha ora 58 anni, ha recuperato la vista, ha ripreso il suo lavoro e una vita normale.

Categories : Le applicazioni cliniche, Notizie da SmartBank
set
1

Infusione di staminali autologhe bancate nel laboratorio BioVault in bambina con paralisi cerebrale

 

Il magazine “The Sunday Times” ha riportato la notizia lo scorso novembre: Sasha Browne, una bambina britannica di tre anni affetta da paralisi cerebrale infantile, ha partecipato a un  trial per la cura di questa patologia con infusione delle proprie cellule staminali cordonali conservate alla nascita e bancate nel laboratorio  inglese  di SmartBank Bio-Vault di Plymouth, situato nel Plymouth Hospital NHS Trust.La patologia è la conseguenza di  una lesione (ipossia, stroke) del sistema nervoso centrale, avvenuta in epoca prenatale, perinatale o postnatale, e comunque entro i 3 anni di vita del bambino, che porta al mancato o alterato sviluppo di alcune funzioni, con conseguente invalidità permanente nelle aree sensoriali, cognitive e soprattutto del movimento.L’obiettivo dello studio è determinare se l’infusione di cellule autologhe emopoietiche possa portare a miglioramenti nella rigenerazione cerebrale di bambini con paralisi cerebrale infantile. Al momento non c’è una cura per questa malattia, ma i genitori della piccola, Tania e Richard, entrambi quarantenni, credono che la possibilità di  camminare, vedere e parlare potrebbe arrivare proprio dall’infusione autologa di staminali cordonali. Così hanno accettato di includere la piccola nel  Trial alla Duke University (nel  North Carolina),  coordinato da Joanne Kurtzberg.

Categories : Notizie da SmartBank
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