Creata mini retina artificiale da cellule staminali

La retina è la parte forse più importante dell’occhio umano. Una membrana di tessuto fotosensibile situata nella parte posteriore che ha il ruolo di ricevere il segnale luminoso in arrivo dall’esterno, di trasformarlo e di trasmetterlo al nervo ottico. Sebbene sia spesso comparata a una pellicola fotografica su cui si imprimono le immagini, la retina ha una struttura e un funzionamento molto complessi. Composta da diversi strati cellulari, la retina non solo riceve il segnale luminoso, ma lo codifica e invia alle aree visive della corteccia cerebrale, tramite un processo fisiologico che coinvolge le diverse cellule nervose che la compongono: dai coni e bastoncelli nello strato fotosensibile più superficiale, alle cellule gangliari più profonde e collegate al nervo ottico.

Gli scienziati dell’Università John Hopkins hanno realizzato una retina mini in provetta. Un risultato straordinario, che segue altri studi che hanno fatto da apripista, sulla via della creazione di organi artificiali in laboratorio.
Gli studiosi sono riusciti a replicare un frammento di tessuto adulto di retina, già corredata di cellule capaci di reagire alla luce e dunque ad ottimo punto per sperimentare altri studi, più complessi e vicini al funzionamento reale di una retina umana.
La tecnica ha visto gli studiosi utilizzare delle cellule pluripotenti indotte, ovvero riportate alla “gioventù” tramite terapia genica; un passo in avanti importante, che ha visto dunque realizzare un pezzo di retina capace di replicare il funzionamento di una retina vera, utilissima per sperimentare altre terapie per chi soffre di malattie retiniche.

Non è peraltro il primo esperimento sulla retina e sul tentativo di replicarla. Sviluppare nuove tecnologie di visione artificiale ispirate alla retina: questo è l’ambizioso obiettivo del progetto europeo RENVISIONRetina- inspired Encoding for advanced Vision Tasks – coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia.

Basato su tecnologie sperimentali innovative, il progetto mira nei prossimi tre anni alla comprensione approfondita della retina e a replicarne il funzionamento all’interno di sistemi di visione artificiale avanzati.
Le applicazioni potranno essere nel campo della sorveglianza, della prostetica, oltre che nella sensoristica mobile, quali tablets e smart-phone.

RENVISION riunisce esperti della visione artificiale, bioingegneri, neuroscienziati e microscopisti intorno a un programma di ricerca interdisciplinare che lega fortemente la ricerca di base e quella applicata e il mondo biologico a quello artificiale.
Dell’IIT sono coinvolti: il dipartimento di Pattern Analysis and Computer Vision, come coordinatore del progetto, con il Direttore Vittore Murino e il ricercatore Diego Sona, il gruppo di ricerca di Luca Berdondini del dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies e il gruppo di nanoscopia di Alberto Diaspro del dipartimento di Nanophysics con la ricercatrice Francesca Cella Zanacchi.

 

Fonte: Italiaglobale.it/scienza

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