Speciale plastica e staminali per curare ossa danneggiate

Per curare ossa seriamente danneggiate, potrebbe essere impiegata a breve una struttura artificiale, creata con una plastica nuova, leggera e degradabile, che consente alle cellule staminali ossee del paziente di accelerare la guarigione creando nuovo tessuto osseo. Questa struttura all’avanguardia è stata sviluppata nelle Università di Edimburgo e Southampton e prevede l’impiego di cellule staminali ossee associate a un materiale plastico biodegradabile e rigido, che una volta inserito nella ossa rotte le sostiene, spingendo l’osso a rigenerare. Lo studio, finanziato dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Advanced Functional Materials ed è il frutto di una partnership di 7 anni tra le due Università. I ricercatori hanno realizzato il materiale con una struttura a nido d’ape, a ponteggio, da inserire nelle ossa rotte, che permettere al sangue di circolare e alle cellule staminali del midollo osseo del paziente di rigenerare nuovo tessuto osseo. Il materiale plastico si degrada poi con il tempo, facendo spazio all’osso naturale appena cresciuto. Per identificare la struttura plastica più robusta, leggera e in grado di fare da supporto alle cellule staminali ossee, i ricercatori hanno dovuto fondere e provare centinaia di combinazioni di materie plastiche diverse.

Secondo uno degli autori dello studio, Richard Oreffo, professore all’Università di Southampton, i risultati della ricerca sono estremamente importanti, se si considera che le fratture e la perdita ossea causati da un trauma o da malattie (come l’osteoporosi) rappresentano un problema rilevante dal punto di vista clinico e sociosanitario.

 

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