da Science, la migliore scoperta del 2013: l'immunoterapia cancerogena

Milano 1 Marzo – Immunoterapia cancerogena: cellule T all’attacco.

Per che cosa sarà ricordato il 2013 nel campo della scienza? La rivista Science e il suo14_01_02 Le migliori.....Fig 1 editore, l’American Association for the Advancement of Science, non hanno dubbi: il vero passo in avanti nel panorama scientifico è stato compiuto quest’anno dall’immunoterapia del cancro, in altre parole da quei trattamenti che usano le cellule e le armi del sistema immunitario per combattere i tumori.

Si tratta, scrive la rivista, di un paradigma del tutto diverso nella lotta ai tumori, che non ha come target le cellule cancerogene ma chi dovrebbe invece sorvegliare l’omeostasi del corpo e proteggerlo dai pericoli: il sistema immunitario. L’idea risale agli anni Ottanta, quando James Allison, ora alla University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston, identificò nel recettore CTLA-4 dei linfociti T (Cytotoxic T-Lymphocyte Antigen 4) un freno all’attività di queste cellule, prevenendone il pieno attacco verso gli invasori o le cellule maligne. Negli anni Novanta i ricercatori dimostrarono che bloccando questo recettore (con anticorpi contro il CTLA-4) le cellule T scatenavano la loro risposta contro i tumori nei topi, contrastandoli.  Storia simile per un’altra molecola espressa dalle cellule T: il PD-1 (programmed death 1).

Entrambi gli anticorpi diretti contro queste molecole negli anni Duemila sono stati testati in trial clinici, dando i primi incoraggianti risultati, tanto che nel 2011 la Food and Drug Administration ha approvato l’anticorpo monoclonale ipilimumab (diretto contro il CTLA-4) per il trattamento del melanoma metastatico e risultati incoraggianti si sono avuti anche negli ultimi tempi per anticorpi contro PD-1 nel caso di tumori al rene, al polmone e al melanoma. E ancora positivi sono stati i risultati ottenuti quest’anno dalla combinazione dei due anticorpi monoclonali per i pazienti con melanoma.

L’immunoterapia contro il cancro è stata scelta da Science come breakthrough dell’anno anche per un altro promettente approccio: l’ingegnerizzazione delle cellule T, al fine di renderle più aggressive nei confronti dei tumori (la cosiddetta chimeric antigen therapy, o CAR). Una terapia sperimentale che sta dando risultati incoraggianti nel campo dei tumori del sangue.

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