Meno ricoveri in ospedale dopo trapianto di staminali autologhe

I bambini che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali da un donatore (parente o estraneo) hanno una probabilità maggiore di aver bisogno di nuove cure rispetto a quelli che hanno usato le cellule proprie (trapianto autologo): ad affermarlo è uno studio condotto al Dana-Farber/Children’s Hospital Cancer Center di Boston, presentato durante la 26° riunione annuale della American Society of Pediatric Hematology Oncology, a Miami.

Nello studio americano sono stati analizzati i dati di 129 bambini curati fra il 2008 e il 2011:  il 64% ha avuto bisogno di un nuovo ricovero entro 6 mesi dal trapianto, a causa soprattutto di febbri inspiegabili, ma anche di infezioni e, in misura minore, di problemi gastrointestinali.

E’ stato ricoverato dopo il trapianto il 79% dei bambini che avevano ricevuto le staminali da un donatore imparentato o estraneo, rispetto al 38% di quelli che avevano ricevuto le  cellule proprie.

Secondo Leslie E. Lehmann, coordinatrice dello studio, questi risultati potrebbero portare all’identificazione di un sottogruppo di bambini a basso rischio, in grado di essere seguiti anche negli ospedali locali (piuttosto che nei centri di trapianto), abbattendo così i costi e riducendo i disagi per le famiglie.

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