In Italia il 95% dei cordoni finisce tra i rifiuti

La lista delle patologie trattabili con le cellule staminali cordonali si allunga di giorno in giorno, ma attualmente in Italia il 95% dei cordoni ombelicali viene gettato tra i rifiuti ospedalieri; il resto viene donato alle banche pubbliche (circa 3%) o conservato privatamente (circa 2%). E’ quanto emerge dal paper pubblicato da BioCord, l’associazione delle banche private del cordone ombelicale, che denuncia che “in media ogni anno oltre 530 mila cordoni ombelicali finiscono tra i rifiuti e questo dato impressionante è alimentato dalle carenze logistiche della rete di donazione pubblica e da quanti – davanti all’onerosità dei tickets regionali ed alle lungaggini burocratiche – decidono di non portare a termine le pratiche di conservazione privata. “Va ribadito – prosegue la nota – che la conservazione per il proprio figlio o per i parenti stretti delle staminali del cordone è una pratica scientifica riconosciuta a livello mondiale ed il Ministero della Salute italiano se ne fa carico quando una delle patologie trattabili sia in corso prima della nascita.
La differenza tra una banca pubblica ed una seria banca privata – sta nel fatto che alla seconda, dotata delle medesime certificazioni internazionali, si rivolgono i genitori in cerca di “assicurazioni” contro le eventuali patologie insorte, nel bambino o nei parenti stretti, nei mesi o negli anni successivi alla nascita del bambino”. Dal paper emerge inoltre che “non esiste alcuna contrapposizione tra donazione e conservazione perché le banche pubbliche non ambiscono a bancare i cordoni di tutti i neonati italiani dato che conservano attualmente solo il 20% dei campioni ricevuti, hanno un deficit di 110 milioni di euro e solo il 30% dei campioni compatibili viene scelto dai centri trapianti italiani che, ove possibile, preferiscono avvalersi di campioni esteri per le maggiori analisi cui sono sottoposti”.
“La battaglia che pubblico e privato dovrebbero portare avanti congiuntamente – conclude la nota – riguarda la promozione di una corretta informazione, l’imposizione di standard qualitativi rigorosi e l’innalzamento delle garanzie offerte ai genitori che oggi rischiano di cadere vittime di pseudo-banche che operano indisturbate sul territorio”. (AGENPARL) – Roma, 14 ottobre

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