Le staminali sopravvivono e sono attive anche “oltre la morte”


Si pensava che dopo la  morte le cellule staminali dell’individuo a cui appartengono perdessero nell’arco di 24-48 ore le loro potenzialità, quindi anche la loro utilità per scopi clinici e sperimentali, ma in realtà sopravvivono molto più a lungo,  addirittura fino a 17 giorni!
Llo dimostra  uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, condotta da alcuni ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi.
La scoperta dimostra che queste cellule possono resistere anche nelle condizioni più ostili (come la mancanza di ossigeno).

Nella sperimentazione sono state evidenziate staminali vitali fino a 17  giorni e 14  giorni dopo la morte, nel tessuto muscolare ricavato da biopsie eseguite dopo la morte, sia su uomini che su topi: le cellule sono state in grado di dividersi e funzionare come le staminali ricavate da tessuti di organismi viventi.
In pratica, proprio la mancanza di ossigeno e sostanze nutritive farebbe entrare le cellule in uno stato di letargo reversibile in cui  l’attività metabolica è ridotta.

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