Libertà di ricerca: la storia di Adele

Rigettato il ricorso di Adele Parrillo che voleva donare i suoi cinque embrioni crioconservati alla ricerca.

Nel 2005 Adele, compagna del regista Stefano R., ucciso nella strage alla base italiana di Nassiriya il 12 novembre del 2003, decide di donare quei 5 suoi embrioni alla ricerca ma scopre che la legge 40 le vieta di farlo. Così inizia la sua battaglia. Non vuole che tutto vada perso. Vuole donare quegli embrioni alla vita di qualcun altro. Alla libera ricerca che trova le cure per le vite degli altri. Ma non le è stato possibile. Non fino ad oggi.

«Sono addolorata – dichiara Adele P. – perché in Italia non se ne esce da questo impasse di ipocrisia totale. Gli embrioni non si possono donare alla scienza, ma per fare ricerca li importiamo dall’estero».
E li importiamo “ipocritamente” dall’estero perché la legge 40 «si interessa anche di ricerca e lo fa in modo fortemente punitivo verso chi opera nella ricerca sulle embrionali umane, addirittura proponendo non solo sanzioni amministrative, ma penali: se un ricercatore deriva embrionali staminali dalle blastocisti soprannumerarie congelate nei vari freezer d’Italia, va in galera». Così è ancora.

Lo ribadisce la ricercatrice, senatrice a vita, Elena Cattaneo che scrive così in un bell’articolo su Left: «Da questa piccola storia di questo pugno di cellule così interessanti ho imparato due cose:
1) che la libertà è un bene che si consuma di giorno in giorno. Quindi, ecco che quando scatta la mezzanotte dobbiamo ricominciare a presidiare questa libertà, questo territorio, affinché sia libero per tutti.
2) che la libertà include il dovere di contrastare chi lavora per smantellare la realtà».

Adele P. era la compagna del regista Stefano R., ucciso nella strage alla base italiana di Nassiriya il 12 novembre del 2003. L’anno prima, nel 2002, Adele e Stefano desideravano un figlio. Avevano fatto dei tentativi di Procreazione medicalmente assistita (Pma), perché non arrivava, ed erano riusciti a congelare cinque embrioni. Pochi mesi dopo Stefano era morto.