Staminali mesenchimali: dal Ministero un Registro Nazionale dei trattamenti

Raccogliere dati e informazioni sulle malattie curate con le staminali mesenchimali, sui  tessuti e  cellule utilizzate,  sul numero di pazienti trattati e sugli effetti effetti collaterali, per definire le reali potenzialità di questo tipo di terapie.
Questo è l’obiettivo del tavolo tecnico avviato dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, che sarà supportato da un  “board di saggi” (composto da  tecnici del Ministero stesso, dell’Aifa, dell’Istituto Superiore di Sanità e del Centro Nazionale Trapianti).

Come per il trapianto d’organi, finalmente le istituzioni regolamenteranno e disciplineranno l’uso trapiantologico delle cellule staminali, a conferma della loro importanza nella cura di diverse malattie.
Tra gli obiettivi anche il completamento del quadro normativo e la creazione di un Registro Nazionale dei trattamenti.
Per il Ministro è necessario, infatti, “sviluppare una governance dell’intero sistema dello studio e dell’utilizzo delle staminali in Italia, che risponda con  maggiore rigore scientifico alle domande e offra supporto alle aspettative delle famiglie e dei pazienti”. Per evitare il rischio di creare attese eccessive e false illusioni,  tutelando al meglio la salute.

Le cellule staminali mesenchimali sono cellule con enorme capacità di differenziarsi, crescere e sono in grado di diventare osso, cartilagine, grasso.

Oggi esistono nel mondo 1206 pubblicazioni che riguardano l’uso clinico delle staminali mesenchimali. Sul sito della Federal Drug Administration, massima autorità di riferimento mondiale per i protocolli clinici di ricerca, sono registrati 259 studi clinici nel mondo che prevedono l’utilizzo di cellule mesenchimali.

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