Scegliere la banca di conservazione: sangue ridotto o intero?

Negli ultimi anni il numero di aziende che fornisce il servizio di conservazione del sangue cordonale è cresciuto esponenzialmente e per voi genitori scegliere tra la miriade di informazioni è sempre più difficile. Sono tanti gli aspetti su cui doverle confrontare: sicuramente quelli tecnico-scientifici sono i più difficili da comprendere ma anche i più importanti.

Oggi vogliamo spiegare quello relativo alla “riduzione” (o “purificazione”) del sangue, che consiste nel depurarlo dai globuli rossi.

Così come raccomandato dall’Ente internazionale per i trapianti (JACIE-FACT), per effettuare un trapianto il sangue cordonale deve essere “purificato” perché:

  1. un trapianto può essere fatto tra due individui compatibili ma con differente gruppo sanguigno, quindi infondere globuli rossi incompatibili può essere pericoloso;
  2. sono stati segnalati casi di severe reazioni allergiche a seguito di trasfusioni di campioni di sangue cordonale contenenti globuli rossi.

Il punto, quindi, sta nel capire se sia meglio “ridurre” il sangue cordonale prima della conservazione o, come alcune aziende fanno, conservarlo intero.

A favore della riduzione prima della conservazione va detto che:

  1. è più difficile garantire che tutte le cellule siano congelate in modo sicuro all’aumentare del volume e della dimensione delle sacche.
  2. purificare il campione di sangue cordonale una volta congelato è un processo tecnicamente complesso che porta alla distruzione di molte cellule staminali. Il centro trapianti che le dovrà utilizzare potrebbe non essere d’accordo nel “ripulire” l’unità di sangue intero per la preoccupazione di perdere preziose cellule, o di rischiare la loro vitalità, o di sostenere ulteriori spese;
  3. con il congelamento i globuli rossi possono rompersi e produrre frammenti potenzialmente tossici se trasfusi, ad es. per i reni;
  4. il campione di cellule staminali è immediatamente disponibile per il trapianto.

Inoltre, è bene sottolineare che le maggiori banche pubbliche al mondo eseguono la riduzione del sangue, nonostante questo implichi un maggiore costo rispetto a conservarlo per intero;  perché ridurlo significa non solo “purificarlo” ma anche analizzarlo per conoscere, preventivamente, informazioni importanti sul campione in termini di qualità e quantità (informazioni che non tutte le banche forniscono, ovviamente!).
Infine, se ci fosse un vero vantaggio o una reale giustificazione per conservare il sangue intero, le banche finanziate con fondi pubblici non sarebbero incentivate a conservare il sangue intero per ridurre i loro costi ?

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