Sclerosi multipla, potrebbe partire dall'intestino la prima difesa

L’ecosistema intestinale, giocherebbe un ruolo importante anche nelle alterazioni immunitarie alla base della sclerosi multipla: l’equilibrio tra batteri, funghi e virus intestinali (il cosiddetto “microbiota”) e i globuli bianchi è infatti alla base della buona convivenza tra gli abitanti dell’intestino e quindi della salute dell’intero organismo. Modificazioni nella composizione di batteri e funghi (causate da cure antibiotiche prolungate o da una dieta ricca di grassi animali e povera in fibre) possono perciò alterare questo equilibrio, portando alla prevalenza di organismi nocivi, in grado di attivare in modo eccessivo e anomalo i globuli bianchi, fino a causare le malattie autoimmuni, anche a carico di organi lontani, come il cervello. In particolare, nel controllo del microbiota sarebbe impegnata una particolare sottopopolazione di globuli bianchi, le cosiddette cellule Mait (Mucosal Associated Invariant T cells), coinvolte nella disfunzione del sistema immunitario alla base della sclerosi multipla. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche dal midollo osseo del paziente stesso, potrebbe azzerare il sistema immunitario e ricostituirlo in modo efficace proprio come avviene per i pazienti con leucemia.

Sono questi i punti salienti sottolineati da un recente studio coordinato da Paolo Muraro dell’Imperial College di Londra e pubblicato sulla rivista Brain, secondo il quale una delle soluzioni terapeutiche future per questa grave malattia neurologica potrebbe arrivare proprio dall’intestino. Lo scopo della ricerca, a cui ha partecipato anche il Laboratorio di neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, è stato studiare le risposte immunitarie prima e dopo il trapianto di midollo osseo in un gruppo di pazienti con sclerosi multipla, che non avevano risposto alle cure convenzionali. In alcuni casi di sclerosi multipla più aggressiva è stato effettuato con successo il trapianto di staminali emopoietiche, ed è stata dimostrata la scomparsa delle cellule Mait dal sangue dei pazienti, in particolare di quelli che avevano i maggiori benefici dal trapianto.

Una delle strade per ristabilire l’equilibrio immunologico intestinale potrebbe essere quella di agire sulla dieta e sulla composizione del microbiota anche attraverso l’uso di probiotici (fermenti lattici).

 

 

 

 

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