Sclerosi: trattati i primi pazienti con staminali mesenchimali

La cura della sclerosi multipla, malattia che colpisce circa 60.000 persone in Italia è sempre più vicina al raggiungimento di un risultato, grazie allo studio internazionale Mesems, di cui avevamo già parlato a giugno 2012, partito dall’Università di Genova e che coinvolge nove nazioni e dovrebbe includere in tutto centosessanta malati.
Da tempo si stanno studiando gli effetti delle cellule staminali mesenchimali sulla malattia; ad oggi  sono stati trattati ventuno pazienti con infusione di staminali o placebo e recentemente, nel corso del congresso Ectrims, tenutosi a Copenhagen, è stato dimostrato l’esito positivo per la prima paziente italiana.

Coordinatore mondiale della sperimentazione è Antonio Uccelli, responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’Università di Genova, che ha spiegato come non siano stati osservati effetti collaterali, ricadute o rischi nella donna trattata.
La terapia prevede dapprima un prelievo dall’osso, per recuperare le cellule staminali mesenchimali. Queste vengono poi selezionate, se ne aumenta il numero per restituirle al paziente. Prima dell’inizio della cura viene effettuata una risonanza magnetica, poi lo stesso esame viene ripetuto dopo il trattamento.
Le cellule staminali mesenchimali dovrebbero spegnere l’infiammazione e riparare i tessuti danneggiati, contrastando la formazione delle placche.

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