Il vero problema è lo spreco di cordoni, la denuncia di Assobiotec.

In Italia viene conservato solo un terzo dei cordoni ombelicali, mentre il 95% dei nuovi campioni viene buttato,  spesso per problemi logistici.
A denunciarlo è Assobiotec, l’associazione delle imprese che sviluppano biotecnologie, nella sua newsletter,  in cui si dice che “il servizio pubblico italiano deve rendersi conto che il problema da risolvere non gravita attorno alle banche private,  ma all’enorme spreco di cordoni”.
Per soddisfare le esigenze di compatibilità della popolazione italiana si  dovrebbero raccogliere almeno 60mila unità,  mentre ad oggi sono state bancate solo 20mila unità (circa 10 mila i cordoni ombelicali italiani conservati invece  nelle biobanche private estere).
Secondo alcune  statistiche europee sui  trapianti di staminali da cordone ombelicale, su 585 interventi effettuati nel solo 2009 in Europa, ben 42 riguardano lo stesso ambiente famigliare del donatore, a cui vanno aggiunti altri 15 trapianti autologhi.
Stando a questi dati,  secondo Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, è perciò inaccettabile impedire ai genitori con l’attuale situazione normativa la conservazione autologa del cordone a scopo precauzionale, costringendo le famiglie a conservare all’estero i cordoni.
Secondo Assobiotec, “il sistema pubblico ha dimostrato fino ad oggi scarsissima capacità di convivere e collaborare con quello privato, a differenza di altri paesi che vogliono investire nella medicina rigenerativa”.

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