Staminali: aperta strada per uso contro la distrofia

La scoperta, pubblicata oggi su Cell Death and Disease, è di un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e apre la strada a nuovi interventi terapeutici nel caso di malattie come la distrofia muscolare.
Durante il processo di riparazione muscolare, si spiega in una nota dell’ateneo, se il danno è persistente, le cellule staminali vascolari subiscono un cortocircuito e iniziano a depositare materiale fibroso sul tessuto muscolare, danneggiandolo.
Questa è appunto la conclusione alla quale è arrivato lo studio coordinato da Silvia Brunelli, docente di Biologia applicata all’Università Bicocca in collaborazione con l’IRCCS dell’Ospedale San Raffaele di Milano:
in condizioni normali, in risposta al danno del muscolo scheletrico vengono attivati diversi meccanismi per riparare il tessuto danneggiato; questi processi devono essere finemente regolati, e il sistema infiammatorio gioca un ruolo chiave. Se il danno tissutale persiste e si cronicizza, come nelle distrofie muscolari o nel processo di invecchiamento, la riparazione diventa incontrollata e porta alla sostituzione delle fibre muscolari con una massa non funzionale.
Il muscolo viene “attaccato” dalle cellule staminali vascolari che contribuiscono a generare una “cicatrice fibrosa” che si sovrappone al tessuto muscolare. ”Siamo riusciti a dimostrare – spiega Brunelli – che cellule staminali vascolari, che normalmente darebbero origine a cellule endoteliali necessarie alla corretta rivascolarizzazione del tessuto scheletrico a seguito di un danno, possono cambiare il loro destino e generare cellule che depositano fibra. Inoltre, è stato dimostrato che nel tessuto muscolare una delle cause di questa trasformazione è la non corretta risposta infiammatoria. I nostri risultati – conclude – aprono la strada a nuovi interventi terapeutici nel caso di malattie come la distrofia e altre miopatie genetiche, intervenendo sulle cellule endoteliali del muscolo e sulle cellule del sistema infiammatorio”.

 

Fonte: Aduc

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