Staminali dai dentini da latte: prima banca no-profit

E’ la prima  banca pubblica no-profit  per conservare le staminali della polpa dei denti, in particolare i dentini da latte persi a 8 anni, con una metodica innovativa di crioconservazione, con un costo relativamente contenuto, per un periodo di vent’anni.
A progettarla è stato un gruppo di medici e ricercatori del Policlinico di Milano, che studiano queste preziose cellule contenute nella polpa dentale per verificarne le possibili applicazioni future. Le staminali della polpa dentale, congelate, potrebbero essere poi recuperate in un secondo tempo, quando potrebbero servire, magari per creare “protesi naturali”, oppure per formare nuovi tessuti. Si tratta del primo esempio in Italia di bancaggio italiano di denti interi, dal momento che in altri centri le staminali della polpa dentale sono bancate solo dopo essere state estratte. Il Progetto, denominato anche “ Banca del Sorriso”, è stato promosso da Ferruccio Bonino (direttore scientifico “Centro per l’Uso Clinico delle Cellule Staminali”, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana), Paolo Rebulla (direttore UO Medicina trasfusionale, Terapia cellulare e Criobiologia, Fondazione Ca’ Grande Policlinico),  e Franco Santoro (direttore della Clinica Odontoiatrica, Università degli Studi di Milano) e nasce dalla consapevolezza che le staminali derivate dalla polpa dentale hanno una capacità proliferativa elevata e una plasticità cellulare non indifferente,  confermata anche da uno studio giapponese pubblicato su PNAS nel  2009, che ha dimostrato sull’animale la possibilità di creare un dente perfettamente funzionante a partire dalle staminali. Il progetto prevede, in questa prima fase, la raccolta, il bancaggio e lo studio delle staminali della polpa dentale, mentre gli sviluppi futuri della ricerca mirano invece a ricreare un dente completo.
Nel campo, recentemente anche i ricercatori baresi dell’Università di Bari «Aldo Moro»,  grazie al «Progetto di ricerca di interesse nazionale» (Prin) vinto per la terza volta dall’équipe del professor Felice Roberto Grassi, direttore del Dipartimento di «Metodologia clinica e tecnologie medico-chirurgiche», stanno mettendo a punto un protocollo per l’estrazione di cellule staminali dalla polpa dentaria che potranno essere utilizzate per una serie di patologie e, in un futuro non molto lontano, anche per la riparazione e rigenerazione dei tessuti dentari nel loro sito anatomico, quando questi sono stati estratti a causa di carie, traumi o malattia parodontale.

Anche in Inghilterra la realtà delle Banche dei denti da latte si sta diffondendo e per questo SmartBank si sta organizzando per poter offrire questo servizio.

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