Svolta per la cura dell'artrosi grazie alle staminali

Naoki Nakayama, professore associato di medicina molecolare presso l’Università della Texas Medical School a Houston, è riuscito a sviluppare un nuovo metodo a base di staminali per riparare la cartilagine danneggiata e curare, quindi, l’artrosi.

L’artrosi è una delle cause più comuni di disturbi dolorosi cronici, colpisce circa il 10% della popolazione adulta generale, e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età. Durante il manifestarsi di tale patologia nascono un nuovo tessuto connettivo e un nuovo osso attorno alla zona interessata, con il progressivo assottigliamento della cartilagine. Generalmente sono più colpite le articolazioni più sottoposte ad usura, come le vertebre lombari o le ginocchia.

Lo studio, finanziato dalla Arthritis Foundation e pubblicato su Development, è incentrato, nello specifico, sulla riparazione della cartilagine articolare, che riveste, appunto, le superfici articolari, con l’utilizzo di staminali pluripotenti indotte.
Le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), come viene indicato dal National Institutes of Health, il Dipartimento della salute americano, sono cellule adulte non pluripotenti che vengono geneticamente riprogrammate per essere simili alle cellule pluripotenti naturali, in qusto caso alle staminali embrionali.
Nakayama e il suo team di ricerca è stato in grado di generare cellule che sembrano e si comportano come le cellule della cartilagine, ovvero i condrociti. Ma per ora, i test clinici sono stati effettuati solo sulle cellule di topo.

“Si ripara la cartilagine danneggiata di un ginocchio interessato iniettando cellule staminali”, dice il dottor Nakayama. Ma aggiunge anche che ”Il trattamento potenziale non potrà trattare l’artrite reumatoide, che deriva invece da un problema del sistema immunitario del paziente.”

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