Trapianto autologo di cellule staminali, più sicuro ed efficace

Uno dei principali vantaggi dell’impiego di cellule staminali autologhe per il trapianto è l’assenza di una risposta immunitaria dell’organismo ospite, che in questo caso corrisponde allo stesso donatore. Il fenomeno, a volte tanto violento da arrivare fino al rigetto, può verificarsi invece quando si trapiantano cellule staminali (o cellule derivate da staminali) provenienti da altri individui, cioè nel trapianto allogenico. L’ulteriore conferma della maggiore sicurezza ed efficacia del trapianto autologo rispetto a quello allogenico arriva da uno studio comparativo condotto sui macachi dai ricercatori giapponesi del Center for iPS Cell Research and Application (CiRA) dell’Università di Kyoto. I primati sono stati seguiti per tre mesi dopo un’iniezione nel cervello di neuroni dopaminergici (cellule nervose che producono il neurotrasmettitore dopamina), derivati da staminali pluripotenti indotte autologhe, ottenute cioè facendo regredire le loro stesse cellule adulte fino allo stadio di “cellule bambine”. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Stem Cell Reports”.

L’obiettivo di questo studio è stato infatti trovare una terapia diversa per il Morbo di Parkinson, malattia caratterizzata da una progressiva degenerazione del sistema nervoso, con perdita dei neuroni che producono il neurotrasmettitore dopamina. La cura attuale è infatti per ora solo sintomatica, tanto che la ricerca scientifica sta battendo nuove strade terapeutiche, in particolare la sostituzione dei neuroni persi con un trapianto di cellule staminali, poi indotte a creare nuove connessioni neuronali: le cellule staminali usate potrebbero essere quindi le pluripotenti indotte (iPS) autologhe, per ovviare alla carenza cellulare e al problema di una eventuale reazione immunitaria violenta con rigetto. Lo studio giapponese, che ha confrontato trapianto autologo e allogenico di neuroni dopaminergici, ottenuti in vitro da cellule iPS, nei macachi (non trattati ovviamente con farmaci immunosoppressori) ha dimostrato la maggiore efficacia e sicurezza con l’impiego di staminali autologhe: le scimmie sottoposte a trapianto allogenico, a differenza di quelle che hanno ricevuto il trapianto autologo, hanno presentato una forte reazione immunitaria, in particolare da parte dei linfociti, globuli bianchi deputati alla risposta immunitaria, e della microglia, l’insieme di cellule che costituisce la prima difesa immunitaria del sistema nervoso centrale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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