Tra le finalità di SmartBank c’è anche quella di promuovere ricerche, studi clinici, pubblicazioni e divulgazione scientifica a genitori e a scuole sulle cellule staminali, nonchè di valorizzare il networking tra realtà, associazioni ed istituzioni collegate al mondo delle staminali, assieme all’organizzazione di corsi d’aggiornamento ed ECM e di attività congressuali – per la formazione del personale medico e paramedico – sull’impiego di queste cellule nella pratica clinica.

L’ultimo di questi progetti è lo studio clinico Cordha.

Studio Clinico CORDHA

Lo studio clinico CORDHA, sulla “Ottimizzazione della vitalità delle cellule staminali cordonali dopo somministrazione del DHA durante il terzo trimestre di gravidanza”, promosso da SmartBank, attraverso l’attività di SmartBank Foundation, aveva l’obiettivo di dimostrare come il DHA, somministrato in gravidanza, determini un incremento della maturità tissutale e della vitalità, quindi, delle cellule staminali estratte dal cordone.

Studio-clinico-CORDHAIl DHA (acido docosaesaenoico) è un acido grasso essenziale della linea Omega 3, sempre meno presente nella dieta occidentale per il basso consumo di pesce; viene normalmente prescritto alle donne in gravidanza come integratore della dieta alimentare per i suoi benefici effetti sulla mamma e sullo sviluppo  neurocognitivo, psicomotorio e visivo del feto.

Assieme a proteine, ferro, calcio, magnesio e vitamina B rappresenta un nutriente cruciale durante la seconda parte della gestazione, quando avviene il 90% della crescita fetale. *

Tra gli effetti benefici degli Omega-3: la riduzione della pressione sanguigna, la stimolazione della produzione di ormoni e delle fibre nervose,la regolazione della temperatura corporea e delle vie bronchiali.

Ciò è particolarmente importante per la conservazione delle cellule staminali, in quanto il limite dell’utilizzo dell’unità cordonale a scopo terapeutico è legato al numero e alla vitalità delle cellule presenti: generalmente le quantità raccolte dal cordone ombelicale sono sufficienti per il trapianto in un bambino di 14 anni, mentre per un adulto potrebbe essere necessario reperire un ulteriore unità di cellule, da un donatore compatibile o mediante  l’espansione delle staminali in laboratorio, per un trapianto “combinato”.

Più alta sarà la quantità e la vitalità, quindi, delle cellule raccolte al momento del prelievo, maggiore sarà il potenziale per i futuri utilizzi terapeutici.

Oggi, a dimostrare la validità di questo studio clinico, portato avanti con un team di biologi dell’Università “ La Sapienza” di Roma, medici e ostetriche del Dipartimento di Ostetrica e Ginecologia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma e ricercatori ISOF del CNR di Bologna, sono i risultati che la d.ssa Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank, ha presentato a Montecarlo, in occasione del quarto Congresso Mondiale ESH/NetCord/Eurocord sulleCellule staminali del cordone ombelicale” organizzato  dal 24 al 27 ottobre ’13.

Le pazienti arruolate (104 in totale) sono state divise in due gruppi: un gruppo composto da 40 gestanti ha ricevuto il DHA al dosaggio di 250 mg al giorno o il placebo (olio di oliva in capsule) a partire dalla 20° settimana, mentre un secondo gruppo di 64 donne è stato trattato a partire dalla 28° settimana, quando la richiesta di omega-3 è maggiore. In entrambi i gruppi il livello di DHA è stato monitorato prima della somministrazione delle capsule di DHA, alla 20 e 28° settimana e infine alla 37° e 38° settimana.

Grande è l’importanza che viene affidata alle staminali cordonali. Il problema che si pone però riguarda la loro capacità di attecchire in tempi brevi. «E questo – precisa Martini – è garantito solo da un’ampia popolazione di cellule staminali e di progenitori cellulari».

 

* King (2000) “Physiology of pregnancy and nutrient metabolism” Arn J Clin Nutr.
   Kline (2004): “Macronutrient requirements during pregnancy”. Today’s Dietitian